RICORDI E PENSIERI di Enrico Sierra

16 gennaio 2012

DIEGO

Filed under: Auguri,pensieri — Admin @ 10:23 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Fra pochi mesi i miei anni saranno 84, ma oggi mi sento un ragazzino, giovane e felice, perchè sono diventato ancora bisnonno del piccolo e amato Diego.
Benvenuto Diego in un mondo non proprio perfetto, ma tu avrai intorno a te i tuoi genitori Tommaso e Serena e la sorellina Nicole, che ti saranno vicini con tanto amore. E, poi i tuoi nonni penseranno a coccolarti come fanno con la tua sorellina Nicole. E, non dimentichiamo che il tuo bisnonno (che sono io), e l’altro bisnonno Tullio ti saranno sempre vicini, e, tutti insieme ti proteggeranno.
E’ difficile credere alla felicità, che si prova per la nascita di un batuffolino che poi crescendo e diventando grande avra’ i suoi problemi. Ma è inutile pensare ai problemi di domani, godiamoci tutti la gioia di vederti frignare, piangere ed a volte sorridere mentre dormi. E tutti sappiamo che mentre cresci i tuoi angeli custodi penseranno a te, e ti proteggeranno, ti faranno diventare grande e buono, diligente, altruista come dice il tuo nome.
Diego vuol dire istruito, nemico dei potenti, e degli approfittatori,avrai una generosità illimitata nei confronti dei più deboli e dei bisognosi. La tua bontà farà di te un uomo giusto, e sono questi tuoi caratteri che ti faranno amare dagli uomini giusti
Diego è ciò che tutti noi ci aspettiamo da te , e tu non deluderai nessuno, e chi ti accompagnerà nella vita, mentre altri più vecchierelli ti vedranno dall’alto e ti proteggeranno con tanto amore perchè hai dato a loro ed a noi tanto felicita il 14 gennaio del 2012. Che Iddio ti protegga, piccolo Diego e con te protegga la piccola Nicole e protegga chi ti sta vicino con amore, grande grande.
Io, il tuo Bisnonno Chico ti abbraccia e ti dice Grazie

enrico.sierra80@yahoo.it

10 gennaio 2012

LE PICCOLE COSE

Filed under: pensieri,ricordi — Admin @ 2:37 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) -
Natale e Capodanno sono già alle nostre spalle, e così anche la Befana e, poi, ecco la novità arrivano i Saldi e la gente impazza per negozi, mercatini alla ricerca di cappotti, sciarpe, scarpe, gioielli, cose utili ed inutili per un riciclaggio continuo ad amici, e parenti.
E, forse non sanno che molti di quei regali dati, magari, fra qualche anno torneranno al mittente!
Ed io, penso, è proprio utile spendere e spandere soldi per cose costose, che magari non sono gradite, quando un piccolo pensiero può fare felice il destinatario, parente od amico ?
Durante il periodo delle feste, ho visto gente che usciva dai negozi carichi di pacchi, e con i portafogli leggeri. E, la crisi? C’era una canzoncina che diceva tanti e tanti anni fa: Ma dov’è questa crisi!!! Perchè è bene ricordarlo le crisi economiche ci sono sempre state, fanno parte della vita, oggi come ieri.
Un regalo, dimostra affetto, amore, fa caprire di essere vicini, e dimostra tutto. Ma, c’è misura e misura.
Io ritorno sempre al passato, qualcuno mi dirà che sono cambiati i tempi, d’accordo, ammettiamo anche questo. Ma posso dire che quando io ho ricevuto il mio vero regalo che non fosse la pistola con le cartucce di carta, il fucile a tappo, il cavalluccio o il pulcinella che batteva i piattini, dico che fu il giorno del mio diploma e furono mio padre e mio fratello grande a regalarmi l’orologio da polso, e vi confesso che non era d’oro ed io per paura che il tempo volasse, guardavo sempre l’ora. Ero felice da matti, eppure era un regalino da poco, che per me valeva tanto, ma tanto da darmi una felicitè incredibile.
E ci sono tanti altri pensieri che possono fare felici, come regalare una foto del primo incontro in una cornice semplice, vuol dire ricordi… vuol dire amore. Regalare un pupazzetto di stoffa con ricamato il nome dell’amata. Non è un pensiero che vuol dire TI AMO? E tanti altri regalini semplici di poco prezzo ma con tanto valore incredibile. Si, forse si vuole aumentare il giro di affari, e, non sarebbe meglio se i prezzi anziche calare durante i saldi o le feste, si mantenessero bassi tutto l’anno?
Ma questa è economia e lasciamola fare ai saccenti ai tecnici, ai competenti, noi siamo solo i milioni che desiderano regalare qualcosa di bello, ai propri cari!!!!!
Siamo quelli che girando per la citta’ si fermano davanti alle vetrine delle gioiellerie, ma poi entrano nei bazar a comperare la bambolina, una cornice, o magari una rosa, e dire il nostro affetto con le parole e con gli occhi e sorridere ieri, ed ancora oggi, perchè quella rosa appassita l’ho trovata in un libro ed allora, ritorno indietro nel tempo che l’avevo regalata con amore, ed oggi la trovo, appassita come me, lasciata lì, forse perchè fosse ritrovata per dimostrare che l’aveva gradita e chissà quante volte sfogliando il libro l’aveva accarezzata, sussurrando dolcemente: Grazie amore.
Cosa semplice, ma di un grande valore. E cosa è: Amore.

Enrico Sierra

4 gennaio 2012

I Re Magi al Villaggio Pescatori.

Filed under: ricordi — Admin @ 3:34 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Tanti e tanti anni fa, verso l’imbrunire, ero solito andare a trovare Nzino che abitava alle Sciabiche. Da casa mia, vicino alla Chiesa di San Benedetto, passavo per il rione Cittadella, e, poi percorrendo via Lucio Scarano, mi trovavo alle Sciabiche.
sciabichebrRicordo sempre la discesa di via Lucio Scarano. Era una via stretta con tante case sulla sinistra. Una discesa di chianche, con un inconfondibile odore di salsedine, per il mare vicinissimo, che si mischiava al profumo di liscivia, con il quale dopo il bucato, le donne lavavano il pavimento delle loro abitazioni.
A qualcuno l’odore della liscivia e della salsedine potrà sembrare un profumo strano. A me no. Era l’odore del mio mare e della pulizia di li “sciabbicoti”, in senso amichevole ed affettuoso. Da allora non l’ho più sentito.
Peccato!
Arrivato alle Sciabiche, prima della scalinata di Santa Teresa, vi era un palazzo, dove al terzo piano abitava Nzino. Io fischiavo e lui si affacciava, mi vedeva e scendeva. Nzino l’avevo conosciuto al Corso, alcuni giorni dopo essere tornato da Trepuzzi, dove con tutta la famiglia ero sfollato per sfuggire i bombardamenti. Era domenica, ed andavamo al Corso a passeggiare, senza paura. Tutti a godersi la città, i negozi semi illuminati dopo il lungo oscuramento.
Ad un certo punto, involontariamente, guardando una vetrina ci scontrammo. Da allora nacque una amicizia vera, semplice e sincera. Nzino scendeva e se non avevamo voglia di fare un giro al centro, ci siedevamo su alcune ceste e parlavamo di tutto.  Ricordo che una sera guardando il Villaggio Pescatori mi disse: “Enrì, la sera, quando il Villaggio è illuminato, da casa mia resto ore a guardarlo. Non credi che somiglia ad un Presepe?” Poi gli anni passarono e il lavoro, la famiglia, mi portarono lontano da Brindisi, e così seppi da altre persone che Nzino ci aveva lasciato. E io lo ricordo sempre con tanto affetto. Dopo tanti anni, ma veramente tanti, sono tornato alle Sciabiche scendendo per la Via Lucio Scarano. Ma le porte a piano terra erano chiuse, non si sentivano piu’ le canzoni trasmesse dalle radio accese ad alto volume. Non si assaporava più il profumo di liscivia e salsedine. Via Lucio Scarano non era più quella che ricordavo io, e, neppure le Sciabiche erano le stesse.
Ma il Villaggio Pescatori si vedeva sempre, e di sera, le luci delle abitazioni facevano pensare al Presepe come lo vedeva Nzino!
Allora mi sono messo a fantasticare: le barche dei pescatori, fuori dal Villaggio, accoglieranno Giuseppe e Maria che dopo un lungo viaggio si fermeranno al Casale, al Villaggio Pescatori, ed in una di quelle barche nascerà il Bambinello. E tutti i pescatori e le loro famiglie canteranno “Tu scendi dalle stelle”, mentre tutto intorno, la gente del posto ed anche quella venuta dalla città verranno a dare il benvenuto a Gesù Bambino. E sempre fantasticando, vedevo i Re Magi portare i doni al Bambinello, nato in una barca al vaporetto1Villaggio Pescatori.  Vedevo “li vaporetti”  circondati da tante barche illuminate che si recavano al Villaggio.
Tutta la città era illuminata a festa, luci e colori sulla parte destra ove si erge maestoso il Monumento al Marinaio, con la Madonna, che dall’alto vigila sulla citta’ e sui brindisini. Dalla sinistra, dai giardinetti, sino alle Sciabiche, tutte le abitazioni illuminate a festa, portavano in un paese delle meraviglie. I fuochi d’artificio illuminavano il cielo e tutte le case, mentre la gente correva per andare a trovare Gesù Bambino.
Le luci illuminavano il Villaggio e le barche. Ed in una di queste barche c’erano Giuseppe e Maria ed il Bambinello, riscaldato dal Bue e dall’Asinello.
Dall’alto del Casale scendevano “lu cani, lu iattu, li iaddini, lu iaddu, tutto arzillo”  e tutti i pescatori portavano doni e cantavano. Una grande, meravigliosa, allegra festa. Su uno dei vaporetti, i Tre Magi, Cosimo, Diamano e Ghiatoru, re_magiportavano i doni al Bambinello: Olive, Uva e Pesce, tutti prodotti della nostra terra e del nostro mare. E già il primo miracolo era avvenuto. Prodotti raccolti in diverso periodi dell’anno si trovavano freschi in gennaio. E mentre il vaporetto con i tre magi Brindisini, si avviavano al Villaggio guidati dalla Stella Cometa, le barche piene di bambini giovani, donne, nonne e nonni portavano i loro doni a Gesu’ Bambino: “stacchioddi, purpetti, cartiddati, purcidduzzi, friseddi, pizzelli, pettuli, vampasciuni, pani fattu a casa, e tanti frutti di mare, cozzi pilusi, cozzi neri, tiratufuli ” e tante altre delizie della nostra amata terra e del nostro mare.
Un bambino vicino a me diceva : Gesu’ bambino, rimani a Brindisi, al Villaggio dei pescatori, vedrai che starai bene, tutti ti amano e, con tanta roba da mangiare non avrai mai fame. Rimani con noi.
Oramai i Tre Magi erano arrivati al Villaggio, avevano posato i loro doni vicino alla barca, culla del Bambinello, ed insieme ai brindisini cantavano e pregavano. Ed io pensavo che forse era il primo Presente vivente, e pensavo anche a mio padre che diceva sempre che il Presepe vuol festa, gioia, vuol dire famiglia ed amore. La notte calava sulla città, le luci cominciavano a spegnersi, ed io nel buio mi allontanavo piano piano risalendo il lungo mare.
E tornando ricordavo con nostalgia quella sera di molti anni fa, quando Nzino mi disse: “Enrì, il Villaggio Pescatori non ti sembra nu prisepiu?” Si, è vero. Un vero Presepe, anzi il piu’ bello. Il tuo Presepe.
Dicembre 2006 (Pubblicato su www.brundisium.net)

20 dicembre 2011

AUGURI !

Filed under: Auguri — Admin @ 5:18 pm

15 dicembre 2011

NATALE

Filed under: Auguri,ricordi — Admin @ 7:03 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) -
Il giorno 8 dicembre Festa dell’Immacolata papà dava inizio alla costruzione del Presepe. A quei tempi, parlo di tanti anni fa, quando ero ragazzino non si usava preparare l’albero, per cui tutta l’attenzione era rivolta alla capanna, ai pupi alle montagne, al cielo stellato. E’ da pensare che si usava la carta ble con la quale le salumerie incartavano la pasta. Papà faceva i buchetti alla carta e con dietro alcune lampadine ecco fatto il cielo stellato che faceva da sfondo al Presepe di Don Pippino.
Quante cose sono cambiate da allora, ma è rimasta sempre la tradizione di “li purcidduzzi, li ncartiddati” che la mamma preparava con tanta maestria, sapendo di farci felici.
Ci si accontentava di tutto, si era felice di stare tutti insieme , così come insieme portavamo la vigilia a spasso per la casa il bambinello cantando “Tu scendi dalle stelle”, e poi tutti da zio Gennarino per giocare a sette e mezzo o tombola ed ammirare il presepe bello, grande fatto dallo zio. Oggi, io, purtroppo, la vigilia faccio il giro della casa canticchiando in solitudine , mentre qualche lagrima, mi scende e mi bagna il viso. E, poi andare subito dopo da mia figlia dove ci riuniamo tutti quanti, e, siamo in tanti.
Ma, io non posso dimenticare che quest’anno il Natale sarà più triste perche mancano i miei due fratelli con i quali eravamo sempre in collegamento, abitando in tre città diverse, e specialmente il giorno di Natale ed altre festività ci telefonavamo per farci gli auguri. E, poi penso anche a tutti coloro che sono soli, e vivono in tristezza ed in solitudine questo giorno che dovrebbe essere di letizia, e, non posso dimenticare gli ammalati donne e uomini, grandi, vecchi, ed i piccoli ricoverati in ospedale che vorrei abbracciare uno ad uno e lo faccio con il pensiero e con il cuore. Tutti, insomma che vivono il giorno di Natale soli, in precarie condizioni di salute. Senza il conforto di qualcuno che stringa loro la mano, li accarezzi, e dica una parola dolce con amore
E’ triste, tanto triste.
Chi porterà i regali?, Babbo Natale farà il giro degli ospedali portando oltre ai regali un sorriso, ed un attimo di gioia e di allegria?
Facciamo tutti uno sforzo, stiamo vicini a chi soffre, vicini a chi con gli occhi chiusi pensa, tornando indietro nel tempo a giorni più sereni.
Vorrei fare di più di ciò che faccio, vorrei portare la salute, vorrei portare compagnia e dire a tutti che c’è chi pensa a loro. Non siete soli, sorridete, vivete il giorno di Natale sereni e felici.
Vorrei dire questo, perchè io che sono solo e vivo la solitudine, e la conosco,ho la fortuna di essere in salute, ho la fortuna di avere vicino i miei cari, le figlie, il figlio, la nuora ed i generi, ma soprattutto i nipoti e la bisnipote che ti viene incontro con le braccia aperte per baciarti e sbrodolarti, Che gioia, in un giorno di felicità come quello che passavamo da piccoli. Auguri miei cari amici auguri di Buon natale, e che la serenità, la gioia possa entrare nei vostri cuori freddi, e che il nostro amore possa riscaldarlo. Auguri, auguri da da chi vi pensa e vi ama.
Non sarete soli, credetemi perchè saremo in tanti ad esservi vicino, e se non possiamo farlo di persona, lo faremo con io cuore, vi abbracceremo vi terremo stretti stretti e vi diremo che vi vogliamo bene. Chi può faccia una visita a questi nostri amici, anche se so che molti già lo fanno. Hanno bisogno di un pò di calore e quando fate il giro della vostra casa con il bambinello per portarlo nella capanna, dite una preghiera in più , e cantate con essi “Tu scendi dalle Stelle”. Vi sentiranno perchè la notte di Natale, le stelle, nel cielo brilleranno per essi e faranno ai soli,non soli, ai bambini, a tutti, l’occhiolino che vorrà dire AMORE. AUGURI.

Enrico Sierra

30 novembre 2011

FREDDO.

Filed under: pensieri — Admin @ 8:48 pm

Immagine casuale dal web.

(enrico.sierra80@yahoo.it) -Anche novembre sta lasciando le consegne al festoso dicembre, ma il freddo continua ad imperversare, e, bisogna dire che le festivita’ potranno darci solo un po’ di calore, di gioia e di ricordi.
A tutti? No, perche’ chi ha sofferto la solitudine, la tristezza a novembre continuerà a soffrire, ad essere solo senza l’aiuto di qualcuno, abbandonato al suo destino, perche’ l’uomo si disinteressa di chi soffre, i potenti non rispondono agli accorati appelli , non di elemosine, ma di parole di incoraggiamento.
L’altro ieri, ieri ed oggi sempre, pensano egoisticamente solo a se stessi e non porgono la mano a chi ne ha bisogno. Una parola buona, un sorriso, un saluto, “ciao come stati” io sono con te. No No, dall’alto della loro prosopopea diranno ” se hai bisogno di un po’ di soldi chiamami, magari qualche giorno prima. Oppure, quelle autorita’ che dall’alto del loro scranno faranno finta di non averti visto e sentito.
E, poi vanno a battersi il petto con il Santo Rosario pregheranno per la loro salute e per la loro ricchezza, mai chiedendo perdono, perche’ per essi esiste solo la vanagloria e l’indifferenza, Mai pregheranno per gli altri.
Ed i poveri, ed i vecchi anche quelli meno poveri, vivono nella solitudine e nella tristezza, E, dicembre si presenta cosi’, come e’ stato novembre e gli altri mesi.
Ed oggi un pezzo grosso, uno di quelli che conta, nominato Ministro tecnico, io ricordo aveva detto al Giornale (in un articolo di Anna maria Greco) Proprio cosi”SARANNO ESAMINATI I RAPPORTI TRA LE ASL E TRA LE ASL ED I PRIVATI…… E POI PROSEGUIVA, ,,,,E SARA’ UNA INDAGINE DIFFICLE PERCHEè DIETRO LA SANITA’ SI MUOVONO GRANDI INTERESSI POLITICI ED IDEOLOGICI….E COSI’ VIA DI SEGUITO)
Ma, dove sono andati a finire le indagini??????? Auguriamoci che oggi facendo parte del Gocverno voglia far presente la situazione al Ministro competente, visto che non lo ha fatto ai cittadini.! Noi aspettiamo.
E’ credibilità??
E la vita dei cittadini soli, indifesi continua nella solitudine e nel dolore, tra la indifferenza di tutti.
E CI VIENE DA RIPETERE CIO’ CHE DISSE FRA CRISTOFORO A DON RODRIGO:”…….VERRA’ UN GIORNO” Ma quando?????
ENRICO SIERRA

14 novembre 2011

SONO UN CALCIOFILO.

Filed under: pensieri — Admin @ 11:10 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Si, lo ammetto, lo confesso, io amo il gioco del calcio sino all’incredibile, e lo vado a cercare in tutti canali, Rai e Sky, ma in questi ultimi tempi incomincia a non piacermi più, non c’è lealtà, c’è cattiveria, risentimento, mancanza di rispetto in campo e fuori campo. Il gioco del calcio è diventato cattivo, come quegli spettacoli da vietare ai minorenni.
Ed anche fuori si risentono queste senzazioni, ultras, gente che picchia, fazioni calcistiche che si odiano e se le danno di santa ragione, e poi disgraziatamente c’esce il morto, ed è accaduto diverse volte.
Ma non è stato questo un esempio negativo, per smettere questi atti di violenza, anzi è stato motivo di rivendicazione ad oltranza.
In campo se ne vedono di cotte e di crude, falli da dietro, manate, cazzotti, simulazioni di essere stati colpiti. Pianti di giocatori che ricevendo solo una piccola manata, quasi uno sberleffo si rotolano a terra, come se fossero stati travolti da una carica di tori inferociti. Piangono, urlano, e già si pensa a chiamare il prete per l’estrema unzione, invece, appena i loro compagni di squadra tornano in possesso del pallone si rialzano più brillanti di prima, miracolati da Lazzaro “Alzati e cammina”. Il miracolo è avvenuto e l’arbitro? Guarda, solo guarda.
E sono i cosiddetti campioni, di quelli che intascano soldini e soldini, e fanno quelle vergognose figuracce da comici incalliti.
Ma se incontri per strada uno di questi attori, o guitti del campo verde, ti firmano autografi, ti offrono il caffè, accarezzano i bambini, e poi in campo cambiano, si trasformano.
Per una punizone contro inveiscono con l’arbitro, si avventano, contro chi, a loro avviso li ha colpiti. E, l’arbitro? Nulla impassibile, Si, però se un giocatore si avvicina spintonandolo ecco che nell’arbitro esce fuori il carattere, cartellino giallo e minaccia di espulsione.
No, l’arbitro, come il giocatore, come l’allenatore ha una personalità offensiva, maligna. Ma io mi chiedo perchè questa metamorfosi umana nei giocatori? Cosa vogliono dimostrare? A chi devono far capire che lottano sino al massimo? Ai compagni, all’allenatore, al presidente, o allo sponsor, per fare capire che vogliono tutti insieme la vittoria????
Se un giocatore simula un fallo ricevuto, dopo due simulazioni, rosso, e la Società multa pari alle giornate di squalifica. Se si fa male o gli fanno del male, rotolandosi, piangendo disperato, fuori campo almeno per 15 minuti il tempo minimo per riprendersi e giocare. Vediamo quante volte continueranno a piangere, e simulare danni mai subiti!!! Ecco cosa bisognerebbe fare.
E la Federazione perchè non interviene? Ordine in campo, serietà e fair play. Ed anche fuori dallo Stadio ordine e disciplina e forse ritorneremo a vedere giocare a pallone.
Signori dal più piccolo al più grande, pensateci, perchè il gioco del calcio cosi sta prendendo una brutta piega, veramente brutta.
Dallo sport più bello del mondo si sta passando allo sport piì brutto e cattivo del mondo. E, forse la colpa è di tutti. Sveglia allora tutti, proprio tutti, e come diceva mio padre, il giorno che nello sport entrerà la politica addio sport. La politica sta entrando, ma non quella , come noi la vediamo, ma la politica del mal costume, del cattivo rispetto, della ineducazione, della forza bruta. Si vuole il far play ma non si sa neanche cosa sia, per alcuni si vuole vincere e vinceremo come diceva qualcuno ed oggi vogliono solo vincere per il denaro. E’ triste, molto triste per chi ama lo sport, chi ama il calcio. Per cortesia rientriamo nei ranghi signori miei.
ENRICO SIERRA

2 novembre 2011

L’AUTUNNO … E LE SAGRE PAESANE.

Filed under: pensieri,ricordi — Admin @ 11:09 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Volevo parlare un poco di Marco Simoncelli ed anche ricodare i nostri cari che non ci sono più, ma ho pensato, forse bene, tenermi dentro qualsiasi considerazine, perchè sono argomenti tristi e personali.
Parlerò, quindi dell’autunno, e di ciò che si dice e si fa in autunno con qualche ritorno al passato, e dire qualcosa del presente.
La prima cosa da dire, è che in questi giorni fa freddo, per cui, si sta meglio in casa che fuori, almeno il termosifone, oltre che riscaldarci ci fa sentire meno soli e tristi.
La gente dopo avere rivolto un saluto ai defunti con una visita al Cimitero, si prepara a fare il giro dei paesini dove vengno allestite fiere, mostre di tutti i generi.

Si possono trovare mostre fotografiche, esposizione di mobili antichi, ma soprattutto l’occhio è puntato sulle sagre paesane, dove le castagne, i tartufi, i funghi e tante prelibatezze autunnali riempiono l’occhio e la gola. Capisco la gola, ma l’occhio come? Vedendo esposizione di colori, sentendo profumi vari ed anche sapori per gli assaggi., l’occhio brilla .

Le castagne ci portano indietro nel tempo, perchè da noi parlare di funghi e tartufi e difficile, in quanto i boschi che ci sono da queste parti, nel brindisino difficilmente si trovano. Però oltre alle castagne, si trovano i tartufi, si, ma quelli di mare, che sono di una bontà  infinita. Ricordo, parlando di funghi, che nel periodo che ero a Catania, una domenica con tutta la famiglia andammo per boschi a raccogliere funghi. Ne raccogliemmo tanti che pensavamo di farci una scorpacciata per un mese intero. Ma!!!!! Incontrammo due contadini del posto e chiedemmo loro se erano buoni e mangerecci. Ci guardarono con un occhio strano e, credo che fosse il loro dialetto, ci dissero:  Si mangiassi quisti stasera, domani mattina non vi svegliassi più. Non ricordo che fine fecero quei funghi….., certo che oggi, noi i funghi li compriamo al supermercato con il certificato, oppure quelli raccolti da alcuni parenti che ne capiscono veramente!!!!!!!
Nei giorni festivi, negli anni passati la visita dei paesini era di prammatica, si mangiavano castagne, piadine con dentro tutto ciò che di buono la natura passava, e, logicamente accompagnato dal buon vino del posto. Si girava tra le bancarelle, si acquistavano giuggiole, funghi sott’olio, tartufi un po’ meno, perchè anche se le feste sono paesane, i prezzi lasciamoli stare,
E, cosi tutti stanchi per il girovagare, assaggi, qui, assaggi, la, si tornava a casa stanchi ma felici per la giornata passata e, dimenticando per qualche ora i pensieri, i ricordi tristi, rimandando tutto al domani.

Ed il domani è presto arrivato, ed allora il ricordo va a coloro che non ci sono piu’ e, che ci hanno accompagnato con il pensiero e l’amore in questo giro autunnale, oggi virtuale, allegro per poche ore, e triste e di solitudine, dopo, anche se si pensa già a dicembre il mese bello e pieno di ricordi, di luci, e di amore per tutti, che il Bambinello ci porterà’.
ENRICO SIERRA

14 ottobre 2011

PERCHE’?

Filed under: pensieri — Admin @ 6:06 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Ci sara’ un motivo perchè vogliono eliminare, trasferire o chiudere, ditelo come volete, l’Istituto Commeciale Guglielmo Marconi. Ma sanno questi signori, che fanno e disfanno tutto, che pur essendoci un valido motivo, e forse c’è, la notizia ha portato un grande scompiglio e tanta tristezza Io tre o quattro anni fa, l’ultima volta che sono venuto a Brindisi, come è mia abitudine, e quasi devozione, sono andato all’Istituto Commerciale e l’ho trovato in uno stato normale, almeno all’esterno, ma non so internamente come era messo anche da un punto di vista della sicurezza. Non sono riuscito a trovare la risposta ed oggi conosco la risposta: per indolenza di chi avrebbe dovuto, e chi????? Ditemelo. E cosa ne faranno del vecchio edificio, dove si sposterà il Commerciale. Quante domande che meritano tante risposte Ma il problema di cui voglio parlare non è se doveva essere sistemato,e trasferito, ed io rispondo Si, ma il problema è sentimentale, e forse qualcuno si farà un sorrisetto. Ma chi ha studiato presso l’Istituto Marconi farà le mie stesse considerazioni. I ricordi sono vivi, non si possono dimeticare, i giorni seduti sui banchi, gli amici, i professori, le risate anche fatte in classe ed i bronci per un quattro preso in matematica o storia, o ragioneria o per chi come me ha preso uno Zero in Inglese, poi subito riparato per volontà, orgoglio personale e desiderio di dimostrare che poi poi non ero un asinello, o quasi. Ed il ricordo dei bidellii Pignataro, Matilde e Capodieci (si chiamava cosi)? E le segretarie che allora erano le sorelle La Forgia? Il preside ai miei tempi era il prof. Amato. Chi può dimenticarli? Cosi’ come sono vivi nella mia mente i profesori Baldini, Palumbo che durante intervallo usciva nel corridoio per fumarsi la sigaretta, Il Professaore Coccopalmeri, il professore Malinconico, la pofessoressa Biasi, la giovane e bionda e carina professoressa Salerno ed altri, Sembra strano che io ricordi tanti nomi, tante manie dei compagni di classe, ed anche dei professori. Ma bisogna rendersi conto che la scuola, l’Istituto G:Marconi era la nostra casa. E, non si può dimenticare la vita in quella casa, dove passavamo tante ore al giorno studiando ma anche in allegria Dalla finestra della mia aula potevo vedere Porta Lecce, la cantina di Ponticelli, e poi fare un giro e trovare la Chiesa di Cristo. Quanti anni sono passati. Tanti. Pensate, e non mettetevi a ridere, che quando presi il diploma di Ragioniere, tornando a casa ripetevo fra me e me: Ragioniere Enrico Sierra, Ragioniere Enrico Sierra, e lo ripetevo fino a casa. E lo ripetevo con orgoglio, considerando i sacrifici fatti da me, i miei genitori e cosi’ penso sia anche per gli altri colleghi. Era tale la gioia, che ancora oggi mi commuovo. E, quando a Catania, dove mi trovavo per lavoro consegui la laurea in Economia e Commercio, un collega mi disse : Questo è il piu’ bel giorno della tua vita, vero?. No, dissi io, il più bel giorno della mia vita scolastica è stato quando mi sono diplomato Ragioniere presso l’ISTITUTO COMMERCIALE GUGLIELMO MARCONI A BRINDISI, Questi sono i motivi per cui mi addolora il fatto della chiusura o trasferimento dell’Istituto. Ed oggi o domani quando tornerò a Brindisi dove andrò a trovare la mia secnda casa? La troverò si, sono d’accordo, ma troveò tutto nuovo, forse più bella, ma i vecchi gradini sul porticato, e la finestra per prendere aria. Sarà bella certamente, ma se dovessi abitarci mi ambienterei, troverei l’ambiente nostro di una volta?, la vita con tanti ricordi? Non lo so, lo diranno chi andrà ad abitarci. Ecco perchè oggi mi chiedo PERCHE’?

 ENRICO SIERRA

30 settembre 2011

AMICIZIA E VINO.

Filed under: pensieri,ricordi — Admin @ 10:19 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Mi era venuto in mente di buttare giù due parole sull’amicizia, ma poi pensandoci su, un poco, mi sono detto: Ma io ho solo due amici a Brindisi Gianni e Franco, e l’amico vero e proprio, della vita è stata Maria, mia moglie. Siamo stati fidanzati 5 anni e sposati 47 anni. E’ stata oltre che il mio amore anche la mia unica e sincera e leale amica. E, quindi cosa potrei dire sull’amicizia? Soprattutto considerando che gli elementi indispensabili per una vera amicizia sono, lealtà sincerità ed onestà di intenti, Avrei potuto trovarli in altre persone? NO: per cui ho pensato di scrivere qualcosa sull’uva, la vendemmia ed il vino. E’ anche più o meno il periodo, e mi riporta anche indietro nel tempo. Conoscenti ne ho tanti, ma questo è un altro discorso.

Si dice anche che IN VINO VERITAS, per cui calza a proposito.

Qualcuno potrebbe dirmi, ma tu non bevi. Appunto, ecco poi, c’è qualcun altro che ribatte: l’eccezione fa la regola!

Ma torniamo all’uva, perchè mi fa pensare alla malvasia, quella con gli acini piccoli, bianca o nera che ti fa andare in sollucchero quando la mangi. Oggi se vuoi un po’ di uva vai al supermercato e trovi quella in vassoio o sfusa con acini grandi uguali un acino all’altro come se fossero clonati. E, quando la fai mangiare ai bambini devi togliere i semi che sono dentro, che potrebbero fare male.

Durante il periodo della vendemmia ho lavorato,in uno stabilimento vinicolo, sempre da giovane, per pagarmi i libri e tutto l’occorente per la scuola e la fritta,la domenica, e quando finivo il lavoro mi portavo a casa l’uva , e tutti insieme in famiglia la mangiavamo con tanta avidità ed allegria, perchè l’uva è un dono di natura, come il vino.

E, così penso ai tempi passati, all’uva dolce come la nostra, alla vendemmia, alle feste paesane, al vino che da quell’uva si ricava, ai brindisi ed agli evviva ed alla felicità che solo il vino sa dare (così mi dicono chi lo beve, ed io ci credo)

Ecco perchè trovandomi in una giornata nera, ho voluto parlare della vendemmia, del vino anzichè dell’amicizia, ed anche per dimenticare una recente amicizia poco sincera e fedele.

E, per dimenticare questa amicizia passata nella quale credevo molto, desidero affogare virtualmente nel vino la delusione patita, per cui faccio un brindisi: VIVA L’AMICIZIA VERA, MA RARA, VIVA IL VINO SINCERO CIN CIN E DIMENTICHIAMOCI U PASSATO.

E, torna la salute

ENRICO SIERRA

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