RICORDI E PENSIERI di Enrico Sierra

27 gennaio 2009

E’ arrivato Carnevale

Filed under: ricordi — Admin @ 11:31 pm

(enrico.sierra80@yahoo.it) – Le Feste sono come gli esami, che come diceva Eduardo de Filippo, non finiscono mai. Infatti, da pochi giorni è passata la Befana, che già, anche se timidamente,  si avvicina il Carnevale. Il Carnevale dovrebbe, e lo è, festa per bambini, ma i grandi con la loro voracità festaiola se ne sono appropriati,  e ne hanno fatto una cosa loro. Il Carnevale si svolge in tutto il mondo, e si sviluppa con sfilate di carri carnevaleallegorici, con feste multicolori, che mandano in visibilio piccoli ed anche grandi. In Italia ogni Regione ha il suo Carnevale, ogni città, piccola e grande ha la sua sfilata di carri allestiti da grandi maestri cartapestai, che sono veri artisti. Nei carri vengono presi di mira in maniera caricaturiale i personaggi del momento, siano essi politici o dello sport e dello spettacolo. Certo che a vedere alcuni carri si rimane a bocca aperta, ed i bambini si divertono, gridano, ridono e sono entusiasti e non vorrebbero mai andare via. A Venezia, Viareggio, Ivrea, Cento, Putignano, Gambettola, Acireale ed in altre città,forse, si svolgono le sfilate dei carri più belli, ma in tutta Italia, il Carnevale è festa grande, gioia,allegria e colore, ed i carri che sfilano, anche nelle piccole città, non sono di meno di quelli delle città più importanti. Ma il Carnevale non vuol dire solo carri, anzi, per i piu’ grandicelli, vuol dire festa notturna, Veglioni, balli, incontri in allegria. Certo che oggi, con tutto ciò che avviene nel mondo, con i lutti, i dolori, le azioni da criminale che si compiono, è un controsenso pensare ai balli, alle feste sfrenate ed a tutto ciò che dà gioia e spensieratezza. Ma , come si dice, lo spettacolo deve continuare. Oggi, tutti i Centri Commerciali, i negozi, i Supermercati offrono e mettono in vendita prodotti di Carnevale, mascherine,stelle filanti, coriandoli, vestiti di Zorro, della Fata Turchina, di Batman e di tanti moderni personaggi, che io a dire il vero, non conosco. Benedetta ignoranza! E, tutta questa frenesia, mi porta indietro nel tempo, e guai se non fosse così, perchè se dovesse mancare il ricordo, saremmo inutili e senza vita. I ricordi dei Carnevali di quando eravamo piccolini, sono sbiaditi, perchè gli anni passati sono tanti e, poi, subito dopo la guerra si pensava ad altro. Ma, appena giovincelli, il Carnevale ci danzecarnevaffascinava, e ci faceva godere quei giorni in allegria, partecipando a feste, a balli e ritrovarsi con amici, allegramente, ci rendeva felici. Benedetta gioventù! C’era “lu struscio” per il Corso, bambini mascherati che lanciavano stelle filanti e coriandoli, ricevendo in cambio dai signori seduti al Caffè Torino di fronte ad Anelli, “candillini, menduli ricci e cunfitti”. Andavamo a ballare al Circolo Ferrovieri, che era allora vicino alla stazione ferroviaria dove per lo più si frequentavano feste di studenti. Le damigelle erano tutte rigorosamente accompagnate dalle mamme che sbirciavano e seguivano la figliola, facendiosi venire il torcicollo, quando le stesse, ballando rimanevano troppo tempo, dietro qualche colonna, con il loro cavaliere. Ahi Ahi.La sera poi, qualche volta si andava alla Stazione Marittima, dove nel salone grande si svolgevano i balli un pò chic. Ma si pagava, ed era un problema per tutti noi giovani! Ma quando andavamo al Circolo della Marina, avevamo gli ingressi omaggio che ci faceva avere il nostro amico Edoardo, il cui padre era Maresciallo, ed organizzava queste feste di Carnevale. Se no, dove si andava se non avevamo “nu soldu ansacca ?” Una sola volta sono andata al Veglione che si teneva al vecchio Teatro Verdi, agghindato a festa, preparato come una sala immensa da ballo. Infatti erano state coperte le potrone in velluto rosso con un pavimento in legno, così da formare una pista immensa che rasentava i palchi della prima fila. L’orchestra era stata posta sul palcoscenico, e con tutte le luce accese, il Teatro Verdi era pronto per la Grande Serata del Veglione di Carnevale. Indossavo un abito scuro, non nuovo, ma vecchio, lavato, rinfrescato e stirato dalla mamma, e, con cravattino nero, scarpe lucide, via alle danze! Credo che oggi, oltre alle solite discoteche, le feste di carnevale si svolgano a casa. Amici ed amiche si riuniscono, qualcuno manda i genitori via per rimanere soli, e, con la radio ed i CD ad alto volume, musiche moderne, si festeggia il Carnevale. Io credo che anche oggi, come nei tempi passati, ci sia allegria, spensieratezza, tra lanci di coriandoli e stelle filanti, trombette, fischetti, ed oggi come ieri, nasce qualche flirt, qualche amorino, che forse, dura anche più di una sola sera. Ma, non bisogna dimenticare le immancabili castagnole, chiacchiere, sfrappole, cenci, secondo gli usi delle città. E, come sempre, quindi, tutti i salmi finiscono in gloria, cioè a tarallucci e vino, e può essere diversamente? Siamo a Carnevale! Enrico Sierra

11 gennaio 2009

Targa commemorativa per il Colonnello A. Varisco, trucidato dalle BR.

Filed under: pensieri,ricordi — Admin @ 12:44 am

(enrico.sierra80@yahoo.it)

Al Sig. Sindaco della Città di Brindisi
Al Sig. Provveditore agli Studi di Brindisi
Al Sig. Preside Istituto Commerciale G.Marconi Brindisi

Mi permetto di scrivere una lettera aperta per chiedere ancora una volta di affrontare il problema dell’allocazione di una targa presso l’Istituto Commerciale di Brindisi, a ricordo del Generale dei Carabinieri Antonio VARISCO, morto per la Patria e difendendo la Patria, quindi difendendo NOI tutti, che nell’anno 1947 frequentò detto Istituto.
Io che sono stato suo amico e compagno di classe lo ricordo con affetto, come lo ricordano tutti i brindisini e tutti i Giuliani, i quali, insieme a Toni, dovettero lasciare le loro case, i loro amori, le loro famiglie e venire a studiare a Brindisi. Ma chi era Antonio VARISCO?
Il giorno 11 luglio 2008 ho scritto un articolo su www.brundisium net, intitolato “Nel ricordo di Toni”, che vi prego di leggerlo cliccando ===> QUI.
Ma, per capire l’amore di tutti i Giuliani, cito quanto l’amico Rudi De Cleva mi ha fatto pervenire, tratto da una sua lettera inviata nel 1991 al Direttore di Difesa Adriatica. Egli dice: “Nel 1946 noi vi approdammo in 300 giovani studenti profughi e l’accoglienza che vi ricevemmo fu meravigliosa ….” A Brindisi abbiamo concluso i nostri studi superiori e ne siamo usciti stimati cittadini.
Ma altri amici giuliani hanno scritto del loro soggiorno a Brindisi, Ennio Milanese nei suoi libri “La Nave d’Argento” ed ancora su “Il Ricordo più lungo” che parla dell’esodo nei ricordi di 30 Muli del Tommaseo, e poi ancora bisogna dare una lettura alla rivista “La Zanzara”, dove parlano di Brindisi e dei Brindisini con amore ed anche con nostalgia. I Muli del Tommaseo sono i ragazzi, nostri amici che in quegli anni a Brindisi hanno forgiato il loro carattere dando amore e ricevendo amore dai brindisini. Questi ragazzi, oramai in età avanzata non hanno dimenticato. Alcuni di Brindisi, forse si!
Per ricordare leggere l’articolo “I Muli del Tommaseo”, postato su Brundisium net, cliccando ===>QUI.
Antonio Varisco era uno di questi Muli del Tommaseo. Un Mulo che va ricordato, ed io, e tutti gli altri desideriamo ricordarLo nel migliore dei modi. Una targa ricordo presso l’Istituo commerciale che ha frequentato con profitto.
Toni VARISCO, fu barbaramente ucciso a Roma il 13 luglio 1979, quando vestiva la Divisa di Colonnello dei Carabinieri. Dopodichè fu promosso Generale e decorato con Medaglia d’Oro al Valore Civile.
Nell’Italia di Santi, Navigatori…Cavalieri…Laureati ad honorem, io credo che una Targa Commemorativa sia il minimo che i Brindisini possano dedicare a chi ha dato la Vita per la Nostra Patria, e per i suoi cittadini.
Brindisi non può dimenticare, anzi DEVE RICORDARE IL NOSTRO TONI VARISCO.


Motivazione nel dispositivo di concessione della Medaglia d’oro al valor civile: “Comandante del Reparto Carabinieri Servizi Magistratura, assolveva i suoi particolari e delicati compiti con assoluta dedizione, responsabile impegno ed ammirevole tenacia, pur consapevole del gravissimo rischio personale per il riacutizzarsi della violenza eversiva contro l’intero ordine giudiziario. Fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da un gruppo di terroristi, sublimava col supremo sacrificio una vita spesa a difesa della collettività e delle istituzioni democratiche. Roma, 13 luglio 1979.”— Roma, 25 maggio 1982.

1 gennaio 2009

L’annu vecchiu

Filed under: pensieri — Admin @ 9:48 pm

anno_vecchio_anno_nuovo1(enrico.sierra80@yahoo.it) – L’annu vecchiu sind’è sciutu fra  ucculi, musica, botti e fuechi. Quantu vinu, quanti panittuni, quanti spumanti pi salutari n’annu ca si ndì vai, e n’annu ca trasi. Ndà mù cacciatu l’annu vecchiu, pircè no ndè piaciutu. Mò vitimu cce faci l’annu nuevu!
L’annu vecchiu iu l’aggiu vistu, mentri si ndì scia, era tuttu ncazzatu e gritava: “Vi la sta pigghiati cu mei pircè no aviti avutu quiddu ca vuliuvu, e nno vaggiu piaciutu, e mi sta gridati detru. Ma lu vuliti capiti, ca la colpa eti vostra?
Ci eti ca mena li bombi,ci eti ca cciti li cristiani, li piccinni, li femmini, li mammi, ci s’imbriaca e ci si droga, ci robba? E quandu vui vi buffati ci eti ca faci muriri quiddi ca no tennu mancu nu stuezzu ti pani? E vui iaticati lu beni di Diu e pinzati sulu a vui. No sontu iu, ma siti vui.
Dati na manu a nnu piccinnu ca voli ttraversa la strada, iutati quiddi ca hannu bisuegnu ti nu cappottu pi mbucciarsi quandu faci friddu, iutati ci no poti camminare, e poi no viditi a casa di li atri, uardati puru a casa vostra.
La colpa ci l’annu vecchiu nò v’è piaciutu non è mia, io agghiu pruvatu cu vi cuntentu, ma vui ommini piccinni nò aviti vulutu.
Pigghiativi stritti stritti li mitoddi intr’alli mani e pinzati!
Discitativi, dativi na mossa, crisciti, pircè… si no…. ogn’annu stamu a sintiri sempri li stessi cosi.
Crisci, crisci e fatti homo.”

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