(enrico.sierra80@yahoo.it) – Volevo parlare un poco di Marco Simoncelli ed anche ricodare i nostri cari che non ci sono più, ma ho pensato, forse bene, tenermi dentro qualsiasi considerazine, perchè sono argomenti tristi e personali.
Parlerò, quindi dell’autunno, e di ciò che si dice e si fa in autunno con qualche ritorno al passato, e dire qualcosa del presente.
La prima cosa da dire, è che in questi giorni fa freddo, per cui, si sta meglio in casa che fuori, almeno il termosifone, oltre che riscaldarci ci fa sentire meno soli e tristi.
La gente dopo avere rivolto un saluto ai defunti con una visita al Cimitero, si prepara a fare il giro dei paesini dove vengno allestite fiere, mostre di tutti i generi.
Si possono trovare mostre fotografiche, esposizione di mobili antichi, ma soprattutto l’occhio è puntato sulle sagre paesane, dove le castagne, i tartufi, i funghi e tante prelibatezze autunnali riempiono l’occhio e la gola. Capisco la gola, ma l’occhio come? Vedendo esposizione di colori, sentendo profumi vari ed anche sapori per gli assaggi., l’occhio brilla .
Le castagne ci portano indietro nel tempo, perchè da noi parlare di funghi e tartufi e difficile, in quanto i boschi che ci sono da queste parti, nel brindisino difficilmente si trovano. Però oltre alle castagne, si trovano i tartufi, si, ma quelli di mare, che sono di una bontà infinita. Ricordo, parlando di funghi, che nel periodo che ero a Catania, una domenica con tutta la famiglia andammo per
boschi a raccogliere funghi. Ne raccogliemmo tanti che pensavamo di farci una scorpacciata per un mese intero. Ma!!!!! Incontrammo due contadini del posto e chiedemmo loro se erano buoni e mangerecci. Ci guardarono con un occhio strano e, credo che fosse il loro dialetto, ci dissero: Si mangiassi quisti stasera, domani mattina non vi svegliassi più. Non ricordo che
fine fecero quei funghi….., certo che oggi, noi i funghi li compriamo al supermercato con il certificato, oppure quelli raccolti da alcuni parenti che ne capiscono veramente!!!!!!!
Nei giorni festivi, negli anni passati la visita dei paesini era di prammatica, si mangiavano castagne, piadine con dentro tutto ciò che di buono la natura passava, e, logicamente accompagnato dal buon vino del posto. Si girava tra le bancarelle, si acquistavano giuggiole, funghi sott’olio, tartufi un po’ meno, perchè anche se le feste sono paesane, i prezzi lasciamoli stare,
E, cosi tutti stanchi per il girovagare, assaggi, qui, assaggi, la, si tornava a casa stanchi ma felici per la giornata passata e, dimenticando per qualche ora i pensieri, i ricordi tristi, rimandando tutto al domani.
Ed il domani è presto arrivato, ed allora il ricordo va a coloro che non ci sono piu’ e, che ci hanno accompagnato con il pensiero e l’amore in questo giro autunnale, oggi virtuale, allegro per poche ore, e triste e di solitudine, dopo, anche se si pensa già a dicembre il mese bello e pieno di ricordi, di luci, e di amore per tutti, che il Bambinello ci porterà’.
ENRICO SIERRA