(enrico.sierra80@yahoo.it) -
Il giorno 8 dicembre Festa dell’Immacolata papà dava inizio alla costruzione del Presepe. A quei tempi, parlo di tanti anni fa, quando ero
ragazzino non si usava preparare l’albero, per cui tutta l’attenzione era rivolta alla capanna, ai pupi alle montagne, al cielo stellato. E’ da pensare che si usava la carta ble con la quale le salumerie incartavano la pasta. Papà faceva i buchetti alla carta e con dietro alcune lampadine ecco fatto il cielo stellato che faceva da sfondo al Presepe di Don Pippino.
Quante cose sono cambiate da allora, ma è rimasta sempre la tradizione di “li purcidduzzi, li ncartiddati” che la mamma preparava con tanta maestria,
sapendo di farci felici.
Ci si accontentava di tutto, si era felice di stare tutti insieme , così come insieme portavamo la vigilia a spasso per la casa il bambinello cantando “Tu scendi dalle stelle”, e poi tutti da zio Gennarino per giocare a sette e mezzo o tombola ed ammirare il presepe bello, grande fatto dallo zio. Oggi, io, purtroppo, la vigilia faccio il giro della casa canticchiando in solitudine ,
mentre qualche lagrima, mi scende e mi bagna il viso. E, poi andare subito dopo da mia figlia dove ci riuniamo tutti quanti, e, siamo in tanti.
Ma, io non posso dimenticare che quest’anno il Natale sarà più triste perche mancano i miei due fratelli con i quali eravamo sempre in collegamento, abitando in tre città diverse, e specialmente il giorno di Natale ed altre festività ci telefonavamo per farci gli auguri. E, poi penso
anche a tutti coloro che sono soli, e vivono in tristezza ed in solitudine questo giorno che dovrebbe essere di letizia, e, non posso dimenticare gli ammalati donne e uomini, grandi, vecchi, ed i piccoli ricoverati in ospedale che vorrei abbracciare uno ad uno e lo faccio con il pensiero e con il cuore. Tutti, insomma che vivono il giorno di Natale soli, in precarie condizioni di salute. Senza il conforto di qualcuno che stringa loro la mano, li accarezzi, e dica una parola dolce con amore
E’ triste, tanto triste.
Chi porterà i regali?, Babbo Natale farà il giro degli ospedali portando oltre ai regali un sorriso, ed un attimo di gioia e di allegria?
Facciamo tutti uno sforzo, stiamo vicini a chi soffre, vicini a chi con gli occhi chiusi pensa, tornando indietro nel tempo a giorni più sereni.
Vorrei fare di più di ciò che faccio, vorrei portare la salute, vorrei portare compagnia e dire a tutti che c’è chi pensa a loro. Non siete soli, sorridete, vivete il giorno di Natale sereni e felici.
Vorrei dire questo, perchè io che sono solo e vivo la solitudine, e la conosco,ho la fortuna di essere in salute, ho la fortuna di avere vicino i miei cari, le figlie, il figlio, la nuora ed i generi, ma soprattutto i nipoti e la bisnipote che ti viene incontro con le braccia aperte per baciarti e sbrodolarti, Che gioia, in un giorno di felicità come quello che passavamo da piccoli. Auguri miei cari amici auguri di Buon natale, e che la serenità, la gioia possa entrare nei vostri cuori freddi, e che il nostro amore possa riscaldarlo. Auguri, auguri da da chi vi pensa e vi ama.
Non sarete soli, credetemi perchè saremo in tanti ad esservi vicino, e se non possiamo farlo di persona, lo faremo con io cuore, vi abbracceremo vi terremo stretti stretti e vi diremo che vi vogliamo bene. Chi può faccia una visita a questi nostri amici, anche se so che molti già lo fanno. Hanno bisogno di un pò di calore e quando fate il giro della vostra casa con il bambinello per portarlo nella capanna, dite una preghiera in più , e cantate con essi “Tu scendi dalle Stelle”. Vi sentiranno perchè la notte di Natale, le stelle, nel cielo brilleranno per essi e faranno ai soli,non soli, ai bambini, a tutti, l’occhiolino che vorrà dire AMORE. AUGURI.
Enrico Sierra