RICORDI E PENSIERI di Enrico Sierra

12 febbraio 2012

LA NEVE

Filed under: pensieri — Admin @ 6:05 pm

di Enrico Sierra (enrico.sierra80@yahoo.it )-
Immaginiamo un poco cosa vuol dire essere agli arresti domiciliari.
Chiuso in casa senza vedere gente, essere schiavo del computer e del televisore, telefonare per sentire una voce amica, affacciarsi alla finestra per vedere se passa il postino che non si fa vedere magari per consegnare la pubblicita’, leggere libri gia’ letti e riletti.
E, mentre fuori, io vedo la neve che cade imbiancando le strade, rendendole impossibili a percorrere, e stare , perciò tappati in casa.
Io sono fortunato, ho fatto una piccola provvista di cibo, ho libri, computer, televisione con tanti programmi, e poi per passare il tempo anziche’ uscire e passeggiare, io faccio il giro della casa, salto, faccio ginnastica.
Ma sono a casa , che e’ grande e penso:E gli altri che sono meno fortunati di me? E sono tanti!
C’e’ gente, povera gente, che dorme negli atri delle stazioni, coperta di stracci per ripararsi dal freddo.
E, dove sono gli aiuti. Chi provvede a rifocillarli a coprirli?
Quanti posti, locali potrebbero ospitarli, Fabbriche, Chiese, Caserme , ed altri accoglienti .locali vuoti ed abbandonati mentre sono lasciati soli all’aiuto dei volontari, che come uomini sono più vicini , con amore e sensibilità’ mentre chi dovrebbe farlo discute sul posto fisso ???????
Chi pensa alla loro incolumità, alla loro salute, non hanno un tetto dove ripararsi, e così al freddo sotto la neve soffrono. Questa e’ la verità.
Io giro per la casa, perché bisogna camminare, bisogna fare almeno mille passi al giorno, così dicono, ed io spero di farli.
Vado in cucina, in sala da pranzo ed allora penso a quando stavamo tutti insieme , colazione al mattino prima di andare a scuola ed in ufficio, poi alle 14 a pranzo e la sera tutti a cena parlando del più e del meno perché noi eravamo e siamo tradizionalisti, avevamo l’abitudine di seguire il pasto fisso, non come vorrebbero oggi.
Ma, no, mi sono sbagliato, ho capito male, non e’ il pasto fisso che non vogliono, ma il posto fisso
E, mi chiedo, che differenza c’e’ ?
Il pasto fisso lo hanno già e buono anche, a differenza di altri!!!!!!
Per avere il posto fisso aspettiamo, perché ci sarà
Qualcun altro che ci penserà.
Ieri c’era un po’ di sole e sono uscito, ma le strade erano impraticabili e si scivolava con facilità per cui non ho fatto i miei mille passi e sono tornato a casa, a leggere vedere film scrivere al computer e girare per la casa. Ahimè, che tristezza. Telefonare e pensare al giorno in cui arriveranno le bollette del telefono, del gas e della luce, questo è un problema nostro certamente,e……, è meglio non pensarci.
Oggi altra neve, le macchine sono coperte, chissà se riuscirò a metterla in moto. E la vita agli arresti domiciliari continua anche oggi e chissà per quanto tempo.
Ma almeno qualcuno pensi ad aiutare quelli che chiamano barboni, e che possono darci lezione di umanità , di altruismo e di vita.
Stiamogli vicino.
Oggi e’ domenica neve e neve. Non si esce. A casa.
Che tristezza!!!!!
Dovrà arrivare il sole, passera la neve e saremo liberi, se Dio vuole.
E’ la speranza che ci tiene compagnia. Infatti si dice che SPES è ultima a morire, o ……penultima?
Forza giovanotti che dormite al freddo in un stazione deserta. Forza, ci sono i giovanotti volontari che penseranno a voi. Non fate affidamento sugli altri, perché o sono a letto o a sciare in un bel posto di villeggiatura, han fatto sempre così.
Vedo il sole che vi riscalderà i cuori e l’anima, perché c’è qualcuno che pensa a Voi. Ne sono certo.

ENRICO SIERRA

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